Il nostro mondo, che potrebbe essere anche il tuo, si comprende a partire da concetti a non tutti molto chiari. E noi possiamo aiutarti!

Per poter ritrovare il nostro legame con la natura e iniziare a proteggerla, noi di Planta Rei pensiamo che alla base debbano esserci la conoscenza e la consapevolezza.
Per questo motivo per noi è indispensabile rispondere a tutte le tue domande, così saprai cosa stai supportando.
Se non trovi qui le risposte alle tue domande, scrivici!

Domande frequenti

Perchè piantare un albero?

Piantare un albero con Planta Rei è un piccolo gesto con un grande significato: attivarsi per il cambiamento climatico supportando comunità rurali per il futuro di tutte e tutti.
In questo modo aiuterai:

Gli Alberi: la riforestazione e la tutela delle foreste sono degli strumenti efficaci per ridurre la CO2 e mitigare il cambiamento climatico. Aumentando la copertura forestale, possiamo ridurre la quantità di CO2 nell’atmosfera, aiutando a stabilizzare il clima e proteggendo le foreste preserviamo la loro biodiversità e tutti i benefici ecosistemici che ancora adesso ci regalano.

Le Persone: questi progetti creano opportunità lavorative, educative e di sviluppo per le comunità locali. Il rispetto per l’ambiente è ancora un lusso che molte persone non possono permettersi, ma creando opportunità economiche alternative e sostenibili può diventare una realtà per tutti.

Il Futuro: la nostra attività vuole promuovere la sostenibilità e la conservazione delle risorse naturali, per creare un impatto duraturo sulla salute del nostro pianeta e per preservare la bellezza e la vitalità dei nostri ecosistemi. Lo facciamo per le generazioni future.

Come scegliamo i progetti?

I progetti scelti da Planta Rei rispecchiano delle linee guida molto precise:

  • Generano benefici ambientali chiari e dimostrabili e assicurano che i servizi ecosistemici e i valori ambientali vengano preservati per le generazioni future.
  • Contribuiscono direttamente ad almeno uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
  • La selezione e la provenienza delle specie devono tenere conto delle condizioni e dell’utilizzo del sito. Va data la precedenza alle specie autoctone. Verranno prese in considerazione specie introdotte, laddove il loro utilizzo sia giustificato.
  • Le pratiche di messa a dimora devono rispettare l’ecosistema, compreso anche un uso ragionevole di fertilizzanti e pesticidi e l’utilizzo minimo di plastica.
  • Vanno promosse la parità di genere e l’uguaglianza delle minoranze nelle pratiche d’impiego e di formazione.
  • Un’attenzione speciale andrà dedicata alle nuove opportunità di formazione e d’impiego degli abitanti locali, assicurando il benessere sociale ed economico dei lavoratori.
  • Mediante aggiornamenti mensili è obbligatorio dimostrare la situazione del progetto e del suo avanzamento.
Quali sono i nostri metodi di piantagione?
  • Trapianto di piantine da vivaio
  • Trapianto di piantine da vivaio con sacchetti biodegradabili
  • Rigenerazione naturale assistita
Chi è il proprietario degli alberi dei progetti che seguo?

Non tu, né Planta Rei, ma i piccoli proprietari di terra locali. Planta rei per piantare alberi ha come principale obiettivo la protezione dell’ambiente, quindi non ti garantisce alcun diritto di proprietà, disposizione o uso degli alberi. Il proprietario del sito di piantagione è il proprietario degli alberi.  In ogni progetto, una struttura locale (solitamente una ONG) lavorerà con le comunità locali per aiutarle a piantare alberi sui propri terreni.

Continuate a prendervi cura degli alberi? Per quanto?

Le tecniche di gestione progettuale variano da progetto a progetto.
A seconda dei progetti e delle specie, è necessaria più o meno manutenzione per garantire la sopravvivenza degli alberi: ci concentriamo principalmente sui primi due anni, in cui la crescita e la sopravvivenza degli alberi presentano maggiori difficoltà e di solito vengono ripiantati se necessario.
La manutenzione degli alberi è compresa nel prezzo indicato, quindi non ci sono costi aggiuntivi per i nostri sostenitori.

Possiamo visitare i progetti?

Ogni progetto è visibile su Google Maps per una visita virtuale, così da monitorare i progressi dei nostri progetti mese dopo mese.
Ma se senti crescere la voglia di partire, ovviamente è possibile! Scrivici per avere informazioni! Visitare i nostri progetti non solo ci permette di essere trasparenti sulle nostre attività, ma ti regala anche la possibilità di “mettere le mani nella terra” e far crescere il tuo legame con la natura.
Per le aziende che desiderano effettuare una visita ufficiale e guidata, un'attività di volontariato o un team building ci rendiamo disponibili per viaggi creati ad hoc.

Cosa succede dopo l’acquisto? Cosa ricevo in cambio del mio contributo?

Una volta concluso l'acquisto potrai accedere al tuo account, rivedere il tuo ordine, gestire i tuoi regali e visualizzare la tua dashboard personale.
Riceverai:

  • certificato di adozione personalizzato, insieme all’e-mail di conferma ordine;
  • localizzazione dell’area di intervento su mappa georeferenziata;
  • aggiornamenti periodici.
Come rimani aggiornato sull’avanzamento del progetto?

Ogni 2-3 mesi riceverai degli aggiornamenti. Potrai vedere la crescita delle aree riforestate grazie a te grazie a fotografie satellitari, foto scattate dai nostri reporter e aggiornamenti testuali.
Se vuoi restare informato ma non hai ancora sostenuto uno dei nostri progetti basta un click: iscriviti alla nostra newsletter!
Ovviamente seguici su Facebook, Instagram e LinkedIn e non dimenticarti di leggere il nostro blog!

Cosa comprende il prezzo dell’albero?

Il prezzo indicato comprende:

  • tutte le operazioni necessarie alla piantagione, la cura e il monitoraggio delle aree di riforestazione e di tutela delle riserve naturali nascenti;
  • il lavoro del team locale, le sementi, il vivaio, la formazione delle comunità contadine, il tracciamento satellitare e fotografico;
  • la creazione dei materiali di comunicazione, i viaggi dei reporter, gli spazi server necessari all'utilizzo della Piattaforma.
Cosa comporta adottare un angolo di foresta?

I nostri progetti di tutela delle foreste ci permettono di acquistare insieme al progetto i terreni della foresta, rendendole riserve naturali che non potranno rimanere intoccate e selvagge. Ogni metro quadro è casa di migliaia di specie vegetali e animali che contribuiscono alla salute del nostro pianeta.
La durata del contratto con il ministero forestale dipende dalle varie giurisdizioni statali, alcune potranno rimanere riserve per sempre altre hanno un contratto di 50 anni.
Proteggere le foreste esistenti significa affrontare le “minacce” che mettono a repentaglio lo stato di salute della foresta o dell’ecosistema. Come: incendi, danni da vento, diffusione di specie alloctone e invasive, attività di bracconaggio e taglio illegali.

Posso fare un regalo? Come funziona?

Certo! Planta Rei ti dà la possibilità di rendere unici i giorni speciali della tua vita, dal battesimo al matrimonio!
Adottare un albero non è solo un regalo diverso ma anche un regalo utile: il tuo aiuto ci permetterà di proseguire con le nostre attività contribuendo così alla crisi climatica e alla salvaguardia della biodiversità.

  • Potrai personalizzare il tuo regalo attraverso le nostre gift cards speciali e un messaggio personalizzato per i tuoi cari.
  • Potrai scegliere la data di invio del regalo, così che corrisponda alla data del festeggiamento.
  • Chi riceverà la email potrà, una volta registrato sulla piattaforma Planta Rei, scaricare il certificato di adozione e rimanere aggiornato sulle condizioni del progetto in cui è stato piantato l’albero.

*Il servizio non prevede la stampa e l’invio tramite posta dei certificati. Per ridurre al minimo il nostro impatto sull’ambiente tutti i nostri materiali sono inviati solo in formato digitale tramite e-mail.

Come viene stimato il valore di CO2 assorbita dalle diverse specie?

La risposta corretta a questa domanda è: “dipende”. L’assorbimento di CO2 operato dal singolo albero, infatti, dipende da tantissimi fattori e dalla loro relazione. Premesso questo, abbiamo comunque voluto fornire un valore indicativo di riferimento per ciascuna specie. 
La metodologia applicata si articola in tre diverse fasi:

  1. Ricerca bibliografica e scientifica.
  2. Creazione del database delle specie oggetto di analisi.
  3. Calcolo dell’assorbimento di CO2.
Agroforestazione

L’agroforestazione è una pratica agricola sostenibile che integra alberi, arbusti o altre piante legnose con colture agricole o zootecniche in uno stesso sistema agricolo. Questa tecnica mira a combinare la produzione alimentare o agricola con la gestione forestale, portando a una serie di benefici, tra cui:

  • Miglioramento della fertilità del suolo: gli alberi nelle agroforeste possono contribuire a migliorare la fertilità del suolo attraverso la fissazione dell’azoto atmosferico e la decomposizione delle foglie cadute.
  • Conservazione delle risorse idriche: gli alberi possono aiutare a ridurre l’erosione del suolo e a conservare l’acqua, migliorando la gestione delle risorse idriche in agricoltura.
  • Diversificazione delle produzioni: l’agroforestazione consente ai coltivatori di coltivare una varietà di colture e piante legnose nello stesso terreno, aumentando la diversificazione delle produzioni e la resilienza agli shock ambientali.
  • Biodiversità: questa pratica può promuovere la biodiversità, offrendo habitat per una varietà di specie vegetali e animali.
  • Riduzione delle emissioni di carbonio: gli alberi nelle agroforeste possono contribuire alla cattura di carbonio atmosferico, aiutando così a mitigare i cambiamenti climatici.

L’agroforestazione è una strategia importante per affrontare le sfide della sostenibilità agricola e della conservazione ambientale, contribuendo alla produzione di cibo in modo più sostenibile e alla gestione responsabile delle risorse naturali.

Area di Conservazione

Un’area di conservazione, anche nota come area protetta o riserva naturale, è una regione geografica gestita e preservata per proteggere e conservare la sua biodiversità, gli ecosistemi, le risorse naturali e, in molti casi, il patrimonio culturale.

Le aree di conservazione sono create con l’obiettivo di impedire o ridurre al minimo l’impatto umano negativo sull’ambiente naturale, consentendo allo stesso tempo una gestione sostenibile delle risorse e fornendo opportunità per la ricerca scientifica, l’educazione ambientale e il turismo ecologico.

Esistono vari tipi di aree di conservazione, che possono includere parchi nazionali, riserve naturali, monumenti nazionali, parchi marini, santuari della fauna selvatica e altre designazioni simili. Ogni tipo di area di conservazione può avere regolamenti specifici per preservare le caratteristiche uniche dell’ambiente in questione.

In generale, le aree di conservazione sono fondamentali per mantenere la diversità biologica, proteggere gli habitat naturali, contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e garantire che le generazioni future possano godere della bellezza e della ricchezza della natura.

Caatinga

La caatinga è la maggiore foresta secca del Sud America è una delle più ricche del mondo in termini di biodiversità.

Il termine caatinga viene dalla lingua tupi-guaraní caa (“foresta”) + tinga (“grigio”), ovverosia “foresta grigia”. La parola è chiarificatrice in quanto le numerose piante che caratterizzano questa “foresta” si presentano per gran parte dell’anno secche e senza foglie mentre assumono la colorazione verde solamente in inverno, nell’epoca delle piogge.

Desertificazione

La desertificazione è un processo di degrado del suolo e dell’ambiente naturale che trasforma terre precedentemente fertili in terreni aridi, simili a deserti. Questo fenomeno è spesso causato da una combinazione di fattori, tra cui l’attività umana, i cambiamenti climatici e le condizioni ambientali.

Ecco alcuni dei fattori principali che contribuiscono alla desertificazione:

  1. Siccità: la diminuzione delle precipitazioni o periodi prolungati di siccità possono far sì che le terre agricole e le aree rurali perdano la loro fertilità, rendendole incapaci di sostenere la crescita delle colture o del pascolo.
  2. Pratiche agricole insostenibili: l’agricoltura intensiva, l’irrigazione eccessiva, il pascolo eccessivo del bestiame, la deforestazione e la mancanza di tecniche di gestione sostenibile delle risorse possono esaurire il suolo e contribuire alla desertificazione.
  3. Cambiamenti climatici: i cambiamenti climatici, compresa l’alterazione dei modelli di precipitazione e l’innalzamento delle temperature, possono aumentare la frequenza e l’intensità delle siccità, contribuendo così alla desertificazione.
  4. Erosione del suolo: l’erosione del suolo, spesso dovuta a pratiche agricole non sostenibili o alla rimozione della copertura vegetale, può portare al deterioramento del suolo e alla perdita di nutrienti essenziali.
  5. Urbanizzazione: la crescita delle città e l’espansione urbana possono comportare la perdita di terreni agricoli e naturali a vantaggio dell’edificazione e dell’infrastruttura, contribuendo alla desertificazione.

La desertificazione è un problema significativo che può avere impatti devastanti sulla sicurezza alimentare, sulla biodiversità e sulla stabilità ambientale. Per combattere la desertificazione, sono necessarie pratiche agricole sostenibili, misure di conservazione del suolo, pianificazione territoriale oculata e sforzi per mitigare i cambiamenti climatici. Gli organismi internazionali, come le Nazioni Unite, lavorano anche per affrontare la desertificazione attraverso la Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (UNCCD).

Fissazione dell'Azoto, Organismi Azotofissatori

L’azoto (N2) è un elemento molto abbondante (costituisce l’80% dell’atmosfera) ma biologicamente inutilizzabile, a meno che non venga “fissato”, cioè trasformato in ammonio (NH4+).
In natura, però, soltanto alcuni batteri sono in grado di compiere questa trasformazione, gli azotofissatori.
Essi possono trovarsi liberi nel suolo o in simbiosi con diverse specie di piante.
Fra le piante ospiti più comuni vi sono le leguminose che vivono in simbiosi con alcuni generi di batteri azotofissatori, comunemente chiamati rhizobia. Ogni specie di batterio stringe una simbiosi con una specifica specie di pianta, instaurando così un legame unico. Il Batterio si lega alla pianta penetrando nelle sue radici, la sua presenza induce la pianta a formare dei noduli radicali, nei quali avverrà il processo di azotofissazione.
Il batterio sottrae diversi composti organici e sali minerali all’ospite stesso, cedendogli però in cambio composti azotati, creando così la relazione di mutuo scambio.

Foresta Primaria

Una foresta primaria, chiamata anche foresta vergine o foresta primigenia, è una foresta che non è mai stata significativamente disturbata o influenzata dall’attività umana. Queste foreste sono caratterizzate dalla loro età avanzata e dalla presenza di ecosistemi complessi e stabili. Alcune delle principali caratteristiche delle foreste primarie includono:

  1. Biodiversità elevata: le foreste primarie ospitano una vasta gamma di specie vegetali e animali, molte delle quali possono essere endemiche e non si trovano altrove. Questa alta diversità biologica è dovuta all’evoluzione di ecosistemi complessi nel corso di migliaia di anni.
  2. Cicli naturali: le foreste primarie seguono cicli ecologici naturali, come il decadimento della materia organica e la rigenerazione delle piante. Non sono soggette a interventi umani, come il disboscamento, il che consente ai processi ecologici naturali di svolgersi senza interruzioni.
  3. Assorbimento di carbonio: le foreste primarie svolgono un ruolo fondamentale nell’assorbire il carbonio atmosferico e contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico. Poiché contengono una grande quantità di biomassa e mantengono cicli naturali di carbonio, sono importanti per bilanciare le emissioni di gas serra.
  4. Habitat intatti: queste foreste forniscono habitat vitali per numerose specie di piante e animali. Gli ecosistemi intatti delle foreste primarie sono essenziali per la sopravvivenza di molte specie, alcune delle quali potrebbero essere in via di estinzione.
  5. Conservazione genetica: le foreste primarie spesso custodiscono una vasta varietà di risorse genetiche, comprese le variazioni genetiche delle piante e degli animali. Questa diversità genetica può essere preziosa per la ricerca e la conservazione.

Purtroppo, a causa dell’attività umana, molte delle foreste primarie in tutto il mondo sono minacciate dalla deforestazione, dall’espansione agricola e da altri impatti ambientali. La conservazione delle foreste primarie è diventata una priorità globale per preservare la biodiversità e mitigare i cambiamenti climatici.

Foresta Secondaria

Una foresta secondaria è una foresta che si è rigenerata naturalmente o è stata piantata dall’uomo in un’area precedentemente disturbata o degradata.

Le foreste secondarie si sviluppano in seguito a disturbi come incendi, tagli rasi, agricoltura abbandonata o altre attività umane che hanno causato la perdita della copertura forestale originaria. Con il tempo, le piante, compresi gli alberi, iniziano a rigenerarsi e a crescere nuovamente nell’area.

Le foreste secondarie svolgono un ruolo importante nella conservazione della biodiversità e possono anche contribuire a catturare il carbonio atmosferico, se gestite in modo sostenibile.

Tuttavia, non sono sempre in grado di ripristinare completamente la complessità ecologica delle foreste primarie, quindi la conservazione delle aree forestali incontaminate è altrettanto cruciale per la diversità biologica globale.

Foreste Nebulose

Una foresta nebulosa è una foresta umida sempreverde tropicale o subtropicale, caratterizzata dall’essere coperta, in modo persistente, frequente o stagionale, da una cortina di nuvole a bassa quota, in genere a livello della chioma arborea. Le foreste nebulose sono spesso caratterizzate da un’abbondanza di briofite che ricoprono terreno e vegetazione, questo avviene specialmente nelle selle delle montagne, dove l’umidità depositata dalle nuvole è conservata più efficacemente.

Le foreste nebulose costituiscono l’1% circa delle superfici boschive globali. Un’importante caratteristica delle foreste nebulose è che le chiome degli alberi possono intercettare l’umidità delle nubi, parte della quale gocciola quindi al suolo. Quest’acqua estratta dalle nuvole è detta precipitazione orizzontale o occulta (poiché non è registrata nelle normali statistiche sulla piovosità), e può essere un contributo importante al ciclo dell’acqua.

Oltre a questo, le foreste nebulose sono un importante habitat per varie specie di flora e fauna, endemiche per questo particolarissimo habitat.

Greenwashing

Il “greenwashing” è una pratica attraverso la quale un’azienda o un’organizzazione cerca di dare un’immagine falsamente ecologica, sostenibile o amica dell’ambiente al fine di attirare i consumatori o migliorare la propria reputazione, senza apportare reali cambiamenti positivi alle loro pratiche commerciali. In altre parole, è una forma di pubblicità ingannevole che fa apparire un’azienda come più ecologica di quanto sia in realtà.

Le aziende coinvolte nel greenwashing possono utilizzare termini e dichiarazioni fuorvianti o ambigue, etichette ingannevoli o campagne di marketing che suggeriscono un impegno ecologico senza che ci siano azioni concrete dietro di esso. Questo può portare i consumatori a credere che un prodotto o un’azienda sia più sostenibile di quanto sia in realtà.

Esempi di greenwashing includono affermazioni come “ecologico”, “naturale” o “biologico” senza prove concrete, etichette ecologiche fasulle, uso di immagini di natura o simboli verdi nelle campagne pubblicitarie e l’omissione di informazioni negative sulle pratiche ambientali dell’azienda.

Il greenwashing è stato oggetto di critiche e preoccupazioni poiché può ingannare i consumatori e indebolire gli sforzi per promuovere aziende e prodotti veramente sostenibili. Per evitare il greenwashing, è importante che i consumatori siano informati e cercino informazioni accurate e verificabili sulle pratiche ambientali delle aziende prima di fare acquisti.

Lista Rossa delle Specie Minacciate della IUCN

La Lista Rossa delle specie minacciate della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) è uno strumento globale utilizzato per valutare lo stato di conservazione delle specie animali e vegetali in tutto il mondo. Essa fornisce una valutazione dettagliata del rischio di estinzione per migliaia di specie e sottospecie sulla base di criteri scientifici.

In generale, la Lista Rossa della IUCN classifica le specie in diverse categorie in base al loro stato di conservazione, utilizzando termini come “Estinta”, “In Pericolo Critico”, “In Pericolo”, “Vulnerabile”, “Quasi Minacciata”, “A Rischio Minimo” e “Dati Inadeguati” per riflettere il grado di minaccia che affrontano.

Questa lista è ampiamente riconosciuta come uno strumento chiave per la conservazione della biodiversità a livello globale e viene utilizzata da scienziati, conservazionisti, governi e organizzazioni non governative per monitorare e affrontare le minacce alla sopravvivenza delle specie, nonché per guidare gli sforzi di conservazione a livello internazionale e nazionale.

Meliponicoltura

La meliponicoltura è una tecnica di allevamento per una particolare tipologia di api senza pungiglione (tribù Meliponini). La meliponicoltura è un’attività in crescita, poiché i ricercatori hanno recentemente descritto il ciclo di vita di altre specie di api senza pungiglione.

Va notato che la meliponicultura non è, come l’apicoltura, una pratica in cui le api utilizzate appartengono a una o due specie. Nella meliponicoltura vengono utilizzate centinaia di specie diverse per la produzione; questo è il motivo della diversità sia degli alveari che delle metodologie. Si potrebbe dire che i meliponicoltori di ogni regione tropicale o subtropicale adattano le loro pratiche di produzione alle specie di api che trattano, motivo per cui c’è meno omogeneità nei metodi.

L’estrazione del miele si differenzia dall’apicoltura, che lavora sempre con i favi. Poiché in meliponicoltura le api raccolgono il miele in anfore, queste devono essere rotte o schiacciate per estrarre il prodotto.

Questa pratica è diffusa nei Paesi tropicali, soprattutto in Mesoamerica, America Centrale e Brasile, dove viene coltivata da migliaia di anni dalle popolazioni indigene (Maya, Nahua e altri gruppi amerindi).

La meliponicoltura non è interessante solo per la produzione di miele o cera. Queste api hanno un potenziale come impollinatori naturali, oltre a molti altri aspetti.

Monocolture

Le monocolture sono pratiche agricole in cui viene coltivata una singola specie vegetale su un terreno agricolo. Questo tipo di coltivazione può comportare diversi svantaggi per l’ambiente e la natura, tra cui:

  1. Riduzione della biodiversità: le monocolture tendono a limitare la varietà di specie vegetali e animali presenti in un’area agricola. Questo può portare a una diminuzione della biodiversità, rendendo l’ecosistema più vulnerabile alle malattie e agli attacchi di parassiti.
  2. Esaurimento del suolo: coltivare una singola specie vegetale per lunghi periodi può esaurire il suolo di specifici nutrienti necessari per quella coltura. Questo può richiedere l’uso intensivo di fertilizzanti chimici per mantenere l’idoneità del terreno, con conseguente inquinamento del suolo e delle acque sotterranee.
  3. Aumento della suscettibilità alle malattie e ai parassiti: le monocolture favoriscono la proliferazione di malattie e parassiti specifici che colpiscono quella particolare specie coltivata. Questo può richiedere l’uso di pesticidi, che può danneggiare l’ambiente circostante.
  4. Impatto negativo sulla fauna selvatica: la monocoltura può ridurre o distruggere l’habitat naturale per la fauna selvatica, portando a una diminuzione delle popolazioni di specie animali e alla perdita di importanti corridoi ecologici.
  5. Consumo eccessivo di risorse: le monocolture spesso richiedono elevate quantità di acqua, energia e input agricoli come fertilizzanti e pesticidi. Questo può contribuire all’uso insostenibile delle risorse naturali.
  6. Maggiore instabilità economica: la dipendenza da una singola coltura può rendere gli agricoltori vulnerabili alle fluttuazioni dei prezzi di mercato e alle condizioni meteorologiche estreme, aumentando l’instabilità economica.

Per mitigare questi svantaggi, molte pratiche agricole sostenibili promuovono la diversificazione delle colture, l’agricoltura biologica e l’adozione di tecniche agricole più rispettose dell’ambiente.

Pantanal

Il Pantanal è una delle più grandi zone umide tropicali del mondo e si trova principalmente in Brasile, con estensioni minori in Paraguay e Bolivia. Questa regione è conosciuta per la sua eccezionale biodiversità e unico ecosistema di paludi, laghi, fiumi e savane allagate.

Il Pantanal è un ecosistema straordinario che rappresenta una preziosa risorsa per la biodiversità globale e una destinazione affascinante per gli amanti della natura e degli animali selvatici. Tuttavia, la sua conservazione è una sfida continua, poiché deve affrontare minacce come la deforestazione, la caccia e il cambiamento climatico.

Pianta Mellifera

Una pianta mellifera è una pianta che produce fiori ricchi di nettare e/o polline, i quali sono attraenti per gli insetti impollinatori, in particolare le api.

Queste piante sono fondamentali per la produzione di miele e per favorire la biodiversità negli ecosistemi, in quanto forniscono cibo per le api e altri insetti impollinatori, contribuendo così alla riproduzione di molte specie vegetali. Le piante mellifere sono spesso coltivate o incoraggiate in giardini, aree agricole e ambienti naturali per sostenere la popolazione di api e altri insetti utili.

Regioni Biogeografiche

Le regioni biogeografiche sono grandi aree geografiche della Terra che condividono caratteristiche biologiche e ambientali simili. Queste regioni sono definite in base a fattori come il clima, la vegetazione, la fauna e la geologia, e forniscono una struttura utile per studiare e comprendere la distribuzione delle specie e degli ecosistemi sulla Terra. Le regioni biogeografiche sono spesso utilizzate in ecologia, biogeografia e conservazione della biodiversità per classificare le aree in base alle loro caratteristiche biologiche comuni.

Le regioni biogeografiche forniscono un quadro importante per lo studio della biodiversità e aiutano nella pianificazione della conservazione e nella gestione sostenibile delle risorse naturali. Tuttavia, è importante notare che le frontiere tra queste regioni non sono fisse e possono variare in base alle specie, al cambiamento climatico e ad altri fattori dinamici.

Riforestazione

La riforestazione è il processo di piantare alberi o favorire la loro crescita in aree precedentemente spoglie o danneggiate. Questo aiuta a catturare il carbonio, preservare la biodiversità, proteggere il suolo e le risorse idriche, migliorare la qualità dell’aria e sostenere le comunità locali. È fondamentale nel combattere i cambiamenti climatici e ripristinare gli ecosistemi.

La riforestazione può essere realizzata su piccola o grande scala, e può coinvolgere sia specie di alberi native che specie forestali commerciali, a seconda degli obiettivi specifici del progetto. Tuttavia, è importante pianificare attentamente la riforestazione per garantire che sia ecologicamente sostenibile e adatta all’ambiente locale, evitando impatti negativi sulla biodiversità o sull’ecosistema circostante. La gestione sostenibile delle nuove foreste è essenziale per garantirne la prosperità a lungo termine.

Selezione Naturale

Processo fondamentale che guida l’adattamento delle specie all’ambiente e rappresenta uno dei pilastri della teoria dell’evoluzione di Charles Darwin.

Si tratta di un meccanismo attraverso il quale le caratteristiche genetiche che favoriscono la sopravvivenza e la riproduzione degli organismi tendono ad essere trasmesse alle generazioni successive con una frequenza maggiore.

Ecco come funziona la selezione naturale:

  1. Variabilità: all’interno di una popolazione di organismi di una stessa specie, esistono variazioni genetiche naturali. Queste variazioni possono riguardare caratteristiche fisiche, comportamentali o fisiologiche.
  2. Competizione: le risorse nell’ambiente sono limitate e gli organismi devono competere per sopravvivere e riprodursi. Questa competizione può essere per cibo, territorio, partner sessuali o altri fattori cruciali per la sopravvivenza e la riproduzione.
  3. Sopravvivenza differenziale: a causa delle variazioni genetiche, alcuni individui sono meglio adattati all’ambiente circostante di altri. Questi individui hanno maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi con successo, trasmettendo i loro tratti genetici favorevoli alla prole.
  4. Trasmissione ereditaria: le caratteristiche genetiche che conferiscono un vantaggio sopravvivenza e riproduzione vengono trasmesse alle generazioni successive, aumentando la frequenza di quei tratti nella popolazione nel corso del tempo.
  5. Cambiamenti nel tempo: nel corso delle generazioni, le popolazioni possono subire cambiamenti nella composizione genetica a causa della selezione naturale. Questi cambiamenti possono portare all’emergere di nuove specie o alla diversificazione all’interno di una specie.

La selezione naturale agisce come un filtro, eliminando gradualmente le caratteristiche genetiche svantaggiose e favorendo quelle che conferiscono un vantaggio adattativo. È importante sottolineare che la selezione naturale non è un processo intenzionale o diretto, ma piuttosto un risultato emergente delle interazioni tra gli organismi e il loro ambiente.

Sequestro di Carbonio

Processo attraverso il quale un albero assorbe il carbonio atmosferico sotto forma di diossido di carbonio (CO2) durante la fotosintesi e lo immagazzina nei suoi tessuti.
Durante la fotosintesi, gli alberi utilizzano la luce solare, l’acqua e il CO2 per produrre zuccheri e altre sostanze nutritive.

Durante questo processo, il carbonio del CO2 atmosferico viene convertito in materia organica, inclusi zuccheri, cellulosa e lignina, che costituiscono la struttura dell’albero.
L’assorbimento di CO2 da parte degli alberi e delle piante è un processo chiave nella regolazione del ciclo del carbonio e svolge un ruolo fondamentale nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Infatti, il CO2 è uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra e del riscaldamento globale.

Quando gli alberi sequestrano carbonio, contribuiscono a rimuovere CO2 dall’atmosfera, aiutando quindi a ridurre la quantità di gas serra presente.
Il sequestro di carbonio negli alberi può variare in base a diversi fattori, tra cui la specie dell’albero, l’età dell’albero, il suo tasso di crescita, le condizioni ambientali, l’accesso all’acqua e ai nutrienti, nonché l’uso del terreno circostante. Gli alberi che crescono rapidamente e accumulano biomassa possono essere particolarmente efficaci nel sequestrare carbonio atmosferico.

Sertão

Il Sertão è una regione semi-arida del Brasile, situata principalmente nel Nord-est del paese. Questa regione è caratterizzata da un clima arido o semi-arido con piogge scarse e irregolari, rendendo difficile l’agricoltura e la vita nelle aree rurali.

Il Sertão copre una vasta porzione del Brasile, ed è noto per la sua asprezza e le sfide ambientali che presenta.

Nonostante le sfide, molte persone vivono e lavorano nel Sertão, cercando di adattarsi alle difficili condizioni ambientali. Il governo brasiliano e le organizzazioni internazionali lavorano per affrontare le sfide legate alla siccità e alla povertà in questa regione, cercando di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali.

Simbiosi

La simbiosi è una relazione biologica in cui due organismi diversi vivono insieme e traggono beneficio reciproco da questa interazione. Questa relazione può assumere diverse forme, ma le due principali sono la mutualismo e la commensalismo:

  1. Mutualismo: in un rapporto mutualistico, entrambi gli organismi traggono beneficio dalla relazione. Ad esempio, le api raccolgono il nettare dai fiori e, in cambio, impollinano le piante, consentendo loro di riprodursi.
  2. Commensalismo: nel commensalismo, un organismo trae beneficio dalla relazione, mentre l’altro non viene influenzato in alcun modo, né in positivo né in negativo. Ad esempio, alcune specie di uccelli vivono all’interno dei nidi di altre specie di uccelli, senza causare alcun danno o beneficio agli ospiti.

Esistono anche altri tipi di simbiosi, come il parassitismo, in cui un organismo trae beneficio a spese dell’altro, causandogli danni. Ad esempio, i parassiti intestinali che infestano gli esseri umani traggono nutrimento dal corpo ospite, causando malattie e disagio.

La simbiosi è un importante aspetto delle interazioni biologiche negli ecosistemi e può svolgere un ruolo significativo nell’evoluzione delle specie coinvolte.

Servizi Ecosistemici

Un servizio ecosistemico è un beneficio che otteniamo dalla natura e dagli ecosistemi che ci circondano.

In breve, i servizi ecosistemici sono come “favori” che riceviamo dalla natura, e sono essenziali per il nostro benessere, poiché contribuiscono a mantenere un ambiente sano e a fornire risorse fondamentali per la vita umana. È importante prendersi cura degli ecosistemi per garantire la continuità di questi preziosi servizi.

Essi possono essere suddivisi in quattro categorie principali:

Servizi di Supporto

  • Fornitura di habitat: gli ecosistemi forniscono habitat per una vasta gamma di specie, contribuendo alla biodiversità.
  • Cicli biogeochimici: gli ecosistemi partecipano a cicli vitali come il ciclo dell’acqua, del carbonio, dell’azoto e di altri elementi, mantenendo l’equilibrio ecologico.

Servizi di Regolazione

  • Regolazione del clima: gli alberi e altri organismi assorbono anidride carbonica (CO2), contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici.
  • Regolazione idrica: gli ecosistemi regolano il flusso dell’acqua, prevenendo inondazioni e secche.
  • Purificazione dell’aria e dell’acqua: gli alberi e le piante possono filtrare l’aria, mentre gli ecosistemi come le zone umide svolgono un ruolo cruciale nella depurazione dell’acqua.

Servizi di Approvvigionamento

  • Fornitura di cibo: gli ecosistemi forniscono risorse alimentari, inclusi frutti, verdure, carne e pesce.
  • Risorse naturali: materie prime come legno, fibre, medicinali e altri prodotti provengono dagli ecosistemi.

Servizi Culturali

  • Ricreazione e turismo: gli ecosistemi offrono luoghi per il tempo libero, escursioni e turismo, contribuendo al benessere umano.
  • Valori estetici e spirituali: molte persone traggono soddisfazione estetica e spirituale dalla natura, che può influire positivamente sulla qualità della vita.
Specie Aliene

Qualsiasi organismo vivente, come piante, animali o microorganismi, che è originario di un ambiente o di un pianeta diverso da quello in cui attualmente si trova.
In genere, il termine viene utilizzato per descrivere organismi che sono stati introdotti in un ambiente diverso da quello in cui si sono evoluti, spesso causando perturbazioni negli ecosistemi locali.

Specie Autoctone

Una specie autoctona, o specie indigena, si riferisce a una pianta o un animale che è originario di una determinata regione geografica e che si è evoluto in quella regione senza l’intervento umano.

Queste specie, sono parte integrante dell’ecosistema naturale e si sono adattate alle condizioni ambientali specifiche di quel luogo. Le specie autoctone sono fondamentali per la stabilità e la biodiversità degli ecosistemi locali.

Quando vengono introdotte specie non autoctone (chiamate specie aliene o invasive) in una regione, possono causare problemi ambientali, poiché possono competere con le specie autoctone per risorse come il cibo e lo spazio, portando spesso a uno squilibrio nell’ecosistema.

La conservazione delle specie autoctone è fondamentale per la preservazione della biodiversità e per garantire la stabilità degli ecosistemi locali.

Specie Endemiche

Specie che è presente e si è evoluta solo in una determinata area geografica limitata, chiamata “area di endemismo”.
Questo significa che la specie non è naturalmente presente in nessun’altra parte del mondo e ha sviluppato caratteristiche uniche che la distinguono da specie simili presenti altrove. L’endemismo può essere il risultato di isolamento geografico, condizioni ambientali particolari o altri fattori che hanno limitato la distribuzione della specie a una regione specifica. Le specie endemiche sono spesso di grande interesse per gli scienziati e i conservazionisti perché rappresentano una parte preziosa della biodiversità di una determinata area e possono essere vulnerabili alle minacce ambientali e ai cambiamenti climatici.

Specie Pioniere

Le specie “pioniere” sono piante rustiche ed adattabili senza particolari esigenze, in grado di colonizzare un ambiente fisico inospitale. Queste piante esercitano un’ azione modificatrice sull’ ambiente, rendendo il terreno più adattabile ad altre specie che si insedieranno successivamente. Un ecosistema non è né statico né immutabile, ma in continua evoluzione, ad opera degli organismi e delle specie vegetali che in esso vivono. L’evolversi degli ecosistemi viene denominato successione ecologica e può essere primaria e secondaria.

La prima riguarda la colonizzazione di un terreno incolto, la seconda riguarda ciò che si verifica in un ambiente produttivo che viene abbandonato. Un esempio di successione primaria è spiegabile con ciò che si manifesta nelle zone attigue ai vulcani attivi dopo un’ eruzione: dopo che la lava si è raffreddata, il suolo è completamente privo di vegetazione, poi compaiono i primi abitatori; i licheni che iniziano la colonizzazione dello strato lavinico.

Man mano che questi muoiono, si costituisce un substrato di crescita su cui cominceranno a svilupparsi dapprima le felci e le graminacee più semplici che, a loro volta, costituiranno un leggero e continuo strato di vegetazione, che produrrà la sostanza organica necessaria alla colonizzazione del suolo da parte di arbusti ed altre piante con apparato radicale ben sviluppato.

Poi si arriva all’ utilizzo agricolo del terreno. Nelle successioni primarie naturali sono sempre gli organismi pionieri che, insieme ai fattori climatici, modificano lentamente le condizioni del suolo per renderlo idoneo alla colonizzazione da parte di specie più esigenti.

VOC (composti organici volatili)

Gruppo di sostanze chimiche organiche che possono facilmente evaporare nell’aria a temperatura ambiente. Queste sostanze possono provenire da diverse fonti, sia naturali che create dall’uomo.

Ecco alcune fonti comuni di composti organici volatili (VOC):

  1. Processi industriali: molte attività industriali rilasciano VOC nell’atmosfera, come la produzione manifatturiera, la pittura e la produzione chimica.
  2. Emissioni dei veicoli: i motori a combustione, inclusi quelli delle auto, dei camion e di altri veicoli, rilasciano VOC come parte dei loro gas di scarico.
  3. Solventi: vari prodotti per la casa e industriali, come vernici, agenti di pulizia e adesivi, spesso contengono VOC come solventi.
  4. Processi biologici: alcuni VOC sono prodotti da processi biologici naturali, inclusi piante, funghi e microrganismi.
  5. Combustione di carburanti: la combustione di combustibili fossili, come carbone, petrolio e gas naturale, rilascia VOC nell’aria.
  6. Discariche: il processo di decomposizione dei rifiuti organici nelle discariche può produrre VOC.
  7. Incendi boschivi:gli incendi forestali possono rilasciare grandi quantità di VOC nell’atmosfera.

Mentre alcuni VOC sono innocui, altri possono contribuire all’inquinamento dell’aria e avere effetti avversi sulla salute umana. Possono anche giocare un ruolo nella formazione dell’ozono a livello del suolo e dello smog. Di conseguenza, in molte regioni sono in vigore normative e linee guida per limitare le emissioni di VOC e proteggere la qualità dell’aria.